Le verifiche
TERZA PROVA SCRITTA PER GLI ESAMI DI STATO. PROPOSTE
riservate ai docenti che adottano l'opera intera

Prove in preparazione
PROVE DI
VALUTAZIONE
Volume 3
370 STRUTTURATE
80 SEMISTRUTTURATE
119 TEMI
Aprile 1998
ISBN 88.08.00371.X

Il nuovo esame di Stato
Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 289 del 12 dicembre 1997 della legge n. 425 del 10 dicembre 1997 il nuovo ordinamento degli esami di Stato conclusivi di tutti i corsi di studio di istruzione secondaria è divenuto definitivamente legge dello Stato. Dopo un iter parlamentare lungo e travagliato la Camera dei Deputati ha dunque licenziato il testo di un provvedimento legislativo che, in soli nove articoli, ridefinisce in modo radicale le finalità e l’organizzazione degli esami conclusivi abolendo di fatto la dizione stessa di "esame di Maturità".

Non è evidentemente questa la sede per entrare nel merito specifico della legge (il cui testo completo è comunque visibile, per opportuna documentazione, cliccando qui). Qui, al di là di ogni considerazione di carattere generale, e al di fuori di ogni valutazione di merito, ci preme soltanto sottolineare in modo specifico la parte, fortemente innovativa, relativa all’introduzione della terza prova scritta.

Le tre prove scritte
Per quello che, in sintesi, attiene ai contenuti del nuovo esame, esso si articolerà, secondo quanto previsto dal primo comma dall’art. 3, su tre prove scritte e un colloquio orale. La prima prova scritta sarà intesa ad accertare in modo approfondito (e - possibilmente - non meramente nozionistico) la padronanza della lingua italiana o, in alcune realtà territoriali particolari, della lingua nella quale si è svolto l'insegnamento. Si tratterà, pertanto, o di un classico tema (la cui validità, anche se spesso discussa, è - per convinzione unanime e profonda - tutt’altro che superata) o di un’altra prova funzionalmente equivalente (componimento finalizzato, recensione, riassunto comparativo, sviluppo di un articolo, redazione di una relazione, costruzione di una semplice sceneggiatura, etc.). In ogni caso, secondo lo spirito della legge, la finalità valutativa globale sarà quella di mettere adeguatamente in luce le qualità espressive, inferenziali, logico-linguistiche e critiche del candidato, consentendo, nel contempo, la libera estrinsecazione delle sue potenzialità creative.

La seconda prova scritta, invece, sarà di carattere più contenutistico e avrà per oggetto una delle discipline caratterizzanti il corso di studio per le quali l'ordinamento vigente fino all’anno scolastico 1997/1998 prevedeva verifiche scritte. Differenziata in relazione ai vari tipi di scuola e di indirizzo, tale prova finirà di fatto per ricalcare, nella forma non meno che nella sostanza, la seconda prova scritta dei precedenti esami di Maturità.

La terza prova, infine, rappresenta la vera novità di tutto il nuovo disposto legislativo. Essa, infatti, avrà uno spiccato carattere pluridisciplinare e verterà su tutte le materie (o comunque sulla maggior parte di esse) dell'ultimo anno di corso. In pratica essa consisterà nella trattazione sintetica di argomenti, nella risposta a quesiti singoli o multipli ovvero nella soluzione di problemi o di casi pratici e professionali o nello sviluppo di progetti. Tale ultima prova dovrà anche essere strutturata in modo da consentire, ove possibile e pertinente, anche l'accertamento della conoscenza di una lingua straniera.

Ai sensi del secondo comma del già citato art. 3 le prime due prove scritte saranno ancora fornite, come per il passato, direttamente dal Ministero della Pubblica Istruzione, attingendo dal vasto e già codificato repertorio tipologico delle esperienze fin qui maturate. Il testo della terza prova, invece, sarà autonomamente predisposto da ciascuna Commissione d'esame, secondo modalità e linee di indirizzo predefinite in sede ministeriale e che verranno rese note nel corso dell’anno scolastico 1998/1999.

Il nostro contributo
La predisposizione della terza prova scritta sarà dunque di pertinenza delle singole Commissioni d’esame il che, anche se per giugno 1999 dovranno già essere stati emessi i prescritti regolamenti attuativi e le relative circolari esplicative, costituirà comunque un onere non indifferente per i commissari. E ciò non solo in termini di impegno lavorativo ma anche (e, forse, soprattutto) per quel che concerne la progettualità didattica e le finalità valutative.

La multidisciplinarità espressamente invocata al primo comma dell’art. 3 dalla legge, infatti, non potrà intendersi – riduttivamente – come semplice sommatoria di più prove strutturate autonome, direttamente fornite dai docenti delle singole discipline ma, più propriamente, come momento alto di sintesi meditatamente transdisciplinare.

A tal fine, pertanto, è verosomile che, al momento della redazione delle prove, ciascun docente abbia la necessità di poter già disporre di un ampio ventaglio di tematiche e di spunti disciplinari preassemblati, sullo spunto dei quali poter meglio contribuire alla più proficua progettazione della prova complessiva.

Per quest’ordine di ragioni, con il triplice intento di fornire alcune ipotesi iniziali di lavoro che vadano nella direzione auspicata dal Ministero, di produrre alcuni materiali già strutturati ed integrabili e di aprire, nel contempo, un dibattito quanto più ampio e vivace possibile tra tutti i docenti, abbiamo pensato di dedicare le ultime pagine di questo terzo volume di prove di valutazione alla proposta di alcune possibili tematiche sviluppabili come terza prova scritta per l’esame di Stato.

La scelta di tipo storico-artistico, pur nell’auspicio di una strutturazione complessiva più articolatamente multidisciplinare, eventualmente arricchibile anche con ulteriori e diversificati apporti collegiali, muove dal presupposto della presenza, fra le discipline fondanti dell’ultimo anno scolastico, anche della storia dell’arte o, più in generale, di qualunque altra materia ad essa disciplinarmente riconducibile o culturalmente afferente.

In ogni caso, essendo state redatte già all’indomani della promulgazione della legge 425/1997, queste nostre proposte non potranno riflettere né gli indirizzi che il Ministero avrà nel frattempo reso noti né, tanto meno, gli esiti del vivace dibattito culturale che, ci auguriamo, non mancherà di accendersi intorno alle finalità di queste verifiche, alla loro strutturazione, alla loro realizzazione pratica e – last, but not least – anche ai criteri della loro valutazione.

Per come le abbiamo progettate, infatti, esse prevedono un utilizzo abbastanza flessibile, in modo da coprire la maggior parte delle attuali necessità di verifica per tutti gli ordini di scuola secondaria superiore nei quali sia attivato un insegnamento di carattere storico - artistico. Sarà comunque responsabilità dei singoli docenti scegliere quelle più attinenti agli indirizzi della propria scuola, rimodulandone le domande in funzione dei programmi realmente svolti, eliminandone eventualmente talune o sostituendone talaltre con altre ancora, tematicamente consimili, ma più pertinenti anche alle specifiche peculiarità del gruppo classe.

In quest’ottica, dunque, le prove che proponiamo sono divise come di consueto fra strutturate (ST) e semi semistrutturate (SE). Le prime, raccolte in dieci batterie da quattro items ciascuna, sono a loro volta risuddivise in due categorie. La prima delle quali, costituita da cinque batterie di quattro items ciascuna, concerne tematiche otto-novecentesche, ad uso di quegli istituti che sviluppano lo studio della storia dell’arte in un arco di programmazione quinquennale. La seconda categoria, infine, composta da altre cinque batterie di quattro items ciascuna, è progettata per quegli istituti che prevedono una programmazione triennale, motivo per cui il ventaglio delle tematiche previste è più ampio e parte dal Rinascimento.

Le tre prove semistrutturate proposte, invece, hanno – per loro stessa natura – un’organizzazione più flessibile e, partendo da un testo o da un’immagine, forniscono una serie di percorsi di lavoro che ciascun insegnante può accettare, modificare o integrare a proprio piacimento.

Nell’un caso e nell’altro si tratta di materiali prelavorati già con estremo rigore, in modo da costituire una affidabile base di partenza per qualsiasi rielaborazione futura. In questo senso, infatti, essi non si propongono di essere altro che un’ipotesi iniziale di lavoro, necessariamente parziale e programmaticamente ricalettabile sulle esigenze valutative che via via emergeranno. Intorno a tale ipotesi, infatti, vorremmo – ci si perdoni la presunzione – riuscire a coagulare pareri, critiche e contributi, al fine di giungere all’appuntamento del giugno 1999, nell’interesse di tutti, con un bagaglio di riflessioni e di esperienze direttamente proporzionale all’alto profilo culturale e professionale che la redazione ex tempore di una serie di verifiche multidisciplinari organiche ed esaustive necessariamente esigerà.

A tutti un augurio sincero di buon lavoro.

 Firenze, aprile 1998

Gli Autori

Firma di Giorgio Cricco   Firma di Francesco P. Di Teodoro
  

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